Skip to main content

Full text of "Bollettini ECN Milano"

See other formats





INDICE DEI CONTENUTI 


1 

2april.txt 

(21 /03/92) 

2 

BS290392.TXT 

(29 / 03 / 92) 

3 

BATTAGLI .TXT 

(29 / 03 / 92) 

4 

COLLCASA.TXT 

(28 / 03 / 92) 

5 

KURDI.ZIP 

(28/03/92) 

6 

TO20326B.TXT 

(27/03/92) 

7 

T O20326A.TXT 

(27/03/92) 

8 

CASE.TXT 

(27/03/92) 

9 

RM920326.ASC 

(27/03/92) 

10 

RM920324.ASC 

(26 / 03 / 92) 

11 

PERQUI.TXT 

(26/03/92) 

12 

ASSCS.DOC 

(26 / 03 / 92) 

13 

FI20326C.TXT 

(26 / 03 / 92) 

14 

F120326B.TXT 

(26 / 03 / 92) 

15 

FI20326A.TXT 

(26 / 03 / 92) 

16 

FI20325B.TXT 

(26/03/92) 

17 

FI20325A.TXT 

(26/03/92) 

18 

FI20324A.TXT 

(26/03/92) 

19 

FI20323C.TXT 

(26 / 03 / 92) 

20 

FI20323B.TXT 

(26/03/92) 

21 

FI20323A.TXT 

(26/03/92) 

22 

KURDIC02.DOC 

(26 / 03 / 92) 

23 

FIOUTHOP.TXT 

(25 / 03 / 92) 

24 

VE250392.TXT 

(25 / 03 / 92) 

25 

ELEZION.TXT 

(25/03/92) 

26 

IMFOGNE.WS 

(24 / 03 / 92) 

27 

SE3G.TXT 

(23/03/92) 

28 

BO20322.TXT 

(23/03/92) 


padova, 2 aprile riunione x gli INDIANI 

sgombero e cariche a broscia 

BS: RIOCCUPATO IL C.S. DI VIA BATTAGLIE 

MI LK 28/3 Volantino COLL. CASA LEONCAVALLO 

APPLICAZ. LEGGE SPECIALE 129A IN GERM. AL PKK 

Comunicato sulla morte di Carlo 

Morto il compagno Carlo Pulcini 

Volant. comitato inquilini e Coord. case occupate 

UDIENZ<A NAZISKIN ACCOLTELLATORI TUNISIN 

AGGRESIONE NAZISTA AL LAURENTINO 

na 

csa bologna 22/3/92 

Attentato razzista in Svizzera 

Processo il 10/6 per la pantera a Pisa 

Rinvio a giudizio per aree dismesse 

Rinviato processo al CSA l'Indiano 

L'assessorato della Regione chiede sospensione sfratti 

Incidente all'aeroporto di Peretola 

Protesta del CPA 

I processi ai compagni del CCA 

Giornata di lotta contro il razzismo e il carcere 

comunicato su strage a SIRNAK 

assemblea ideattiva Hip Hop 

volantino sgombero casa occupata 25.03.92 

Messaggi Radio/attivi da Sherwood su elezioni 

SCRITTE RAZZISTE AD IMPERIA 

3 GIORNI SULLA COMUNICAZIONE SEREGNO 

su assemblea cittadina della comunità pakistana 



1 File : 2april.txt 


RADIO SHERWOOD propone a tutte le si- 
tuazioni che hanno collaborato al viaggio di 
Frank Dreaver e Lew Gurwitz di incontrarsi a 
PADOVA il 2 aprile alle ore 21.00 presso i 
locali di radio Sherwood in Vicolo Pontecorvo 
1 PADOVA, prima del ritorno di Frank e Lew 
in America. 

L'attenzione con cui in ogni citta' sono state 
seguite le assemblee, i momenti di incontro 
di questo viaggio hanno dimostrato la vasta 
sensibilità' che esiste intorno alle lotte dei 
nativi d'America. In particolare da ogni situa- 
zione e' emersa la vlonta' di continuare sia 
un lavoro di controinformazione che di mobi- 
litazione a fianco deH'American Indian Mo- 
vement. 

A nostro avviso per rendere ancora piu' pro- 
ficuo il lavoro politico su questi temi si tratta 
di coordinare gli sforzi per lanciare una 
campagna nazionale per la liberazione di 
Léonard Peltrier e di tutti i prigionieri politici, 
a sostegno dell'autodeterminazione dei po- 
polo indiano. 

Alcune prime proposte da arricchire con il 
controbuto di tutti: 

- CAMPAGNA NAZIONALE per la libera- 
zione di Leonrad Peltrier: circolazione di 
materiale video, pubblicazione di un libro sui 
caso, invio di lettere, cartoline, mobilitazioni 
sotto i consolati americani e canadese. 

Pensiamo infatti che il caso di Léonard Pel- 
trier sia oggi il simbolo del trattamento re- 
pressivo che subiscono gli indiani da parte 
degli USA e del Canada. Non una vicenda 
singola ma un occasione per aprire un nuovo 
orizzonte di internazionalismo, di lotta a 
fianco della resistenza indiana contro il po- 
tere yankee. 

Pensiamo sia importante confrontarci collet- 
tivamente sull'idee per articolare questa 
campagna in modo da arricchirla con il con- 
tributo di tutti i compagni. 

NB... e' importante portare alla riunione o far 
pervenire in radio per il 2 aprile copia di tutti i 


materiali riguardanti il viaggio di Frank e Lew 
in Italia (articoli sui giornali, video, trasmis- 
sioni radio, registrazioni) perche' possa es- 
sere documentata in America la positività' del 
viaggio in Italia. 

inoltre i materiali piu' interessanti tradotti etc 
.. potrebbero essere utilizzati per la pubbli- 
cazione in tempi relativamente brevi di un 
piccolo libro sul caso Peltrier con elementi 
generali suH'American Indian Movement. 

TELEFONATE A RADIO SHERWOOD PER 
CONFERMA DELLA RIUNIONE, FATEVI 
VIVI!! 

Ciao la redazione di radio Sherwood 


2 File : BS290392.TXT 


Sabato 28 marzo è stata occupata per la 
terza volta la sala di SS. Filippo e Giacomo, 
immediatamante sgomberata da polizia e 
carabinieri questa mattina 29 marzo alle 
7.30, intervenuti con un impressionante 
schieramento. 

Sette compagni che si trovavano all'interno 
del C.S.O. sono stati fermati e denunciati per 
occupazione abusiva e danneggiamento, 
nonostante la disponibilità degli occupanti ad 
incontrare il sindaco Panella per ribadire la 
necessità di spazi sociali nel Carmine. 

Dopo qualche ora una ventina di compagni si 
è recata in piazza della Loggia per protestare 
contro lo sgombero, dove il sindaco Panella 
presenziava ad una commemorazione uffi- 
ciale alle X Giornate di Brescia. Al primo 
slogan che i compagni lanciavano contro il 
sindaco (Panella sindaco di polizia, è questa 
la vostra democrazia) immediatamente è 
partito un pestaggio di spropositata violenza 
di digos, polizia e carabinieri. Sette compagni 
sono stati trascinati sanguinanti sulle mac- 
chine e portati in questura, mentre gli altri 
venivano allontanati a forza di manganellate. 
Le proteste sono continuate per tutta la mat- 
tinata in piazza della Loggia con slogan stri- 
scioni, volantinaggi. 



I compagni fermati venivano liberati solo alle 
ore 14 e veniva loro contestata l'accusa di 
resistenza a pubblico ufficiale. 

Con questo ennesimo sgombero e repres- 
sione si è mostrata la faccia di questa as- 
surda propaganda elettorale all'insegna della 
violenza, risposta puntuale a chi chiede spazi 
sociali a chi con la lotta vuole cambiare la 
realtà che ci circonda. 

VOGLIAMO RIBADIRE Al PADRONI DELLA 
CITTA' CHE NE LE BOTTE NE LA RE- 
PRESSIONE FERMERANNO LA NOSTRA 
VOGLIA DI SPAZI DI LIBERTA' 

le/i compagne/i del centro sociale di via Bat- 
taglie 61 Brescia 

ECN broscia 29/3/92 ore 1 9.00 


3 File: BATTAGL1.TXT 


BRESCIA. 

Oggi sabato 29 febbraio 1992 nel pomeriggio 
una cinquantina di compagne/i hanno rioc- 
cupato la Sala SS. Filippo e Giacomo, il so- 
ciale di via Battaglie che era stato sgombe- 
rato il 19 giugno scorso. Massima solidarietà' 
a questa occupazione: apriamo spazi di li- 
bertà'! Mettiamo subito in rete il volantino 
diffuso dagli occupanti. 

RIOCCUPATO PER LA TERZA VOLTA IL 
CENTRO SOCIALE 

Oggi riapriamo per la terza volta con la lotta 
la Sala SS. Filippo e Giacomo per trasfor- 
marla in CENTRO SOCIALE AUTOGE- 
STITO. UN PO' DI STORIA ... La Sala e' 
stata occupata per la prima volta nel gennaio 
1990, dopo lo sgombero di Palazzo Gam- 
bara. Quando siamo entrati era inutilizzata 
da piu' di cinque anni (una volta all'anno 
ospitava la raccolta dei moduli delle tasse); 
era bloccato il progetto di realizzazione, di 
cui si era parlato fin dal 1978, della Civica 
Fonoteca, ora definitivamente abbandonato; 
nessuno, all’interno deH'Amministrazione 
comunale sapeva cosa farsene. Poi, per un 


anno e mezzo, nonostante un primo sgom- 
bero, all'intemo di questo spazio si e' realiz- 
zata, pur tra mille problemi e difficolta', la re- 
alta' di un Centro sociale autogestito: mo- 
menti di aggregazione e festa contro la dif- 
fusione della morte da eroina, uno spazio 
abitativo per alcune decine di immigrati e 
momenti di lotta comune contro il razzismo e 
per i diritti di tutti, corsi, iniziative culturali e 
politiche sui problemi del quartiere e della 
citta'. Una realta' che ha costruito reale op- 
posizione contro gli interessi dominanti dei 
padroni della citta'. E che, proprio per questo 
motivo, e' stata chiusa con la repressione ... 
poi, per giustificare gli sgomberi, si sono in- 
ventati i famosi "lavori di ristrutturazione" che 
si stanno concludendo in questi giorni. 

E ORA? Attraverso la stampa locale la 
Giunta comunale ha fatto sapere che SS. Fi- 
lippo e Giacomo diventerà' un Salone per 
esposizioni e conferenze. Questo senza il 
benché' minimo coinvolgimento di organismi 
e realta' di base operanti in quartiere e senza 
fare del Centro un luogo di reale socialità'. 

Nelle loro intenzioni dovrà' essere uno spazio 
asettico, imbalsamato, a disposizione della 
Kultura ufficiale e delle varie associazioni 
fantasma lottizzate dai partiti. Un'idea per- 
fettamente in linea con il progetto di chi vuole 
cacciare dal Carmine gli originari abitanti, 
trasformandolo in un quartiere per uffici, 
negozi e residenze di lusso. 

NOI NON CI STIAMO ! 

Dallo sgombero di polizia del 19 giugno 
scorso la realta' che ci circonda non ha fatto 
altro che peggiorare. Quella che viviamo 
quotidianamente e' fatta di attacchi continui 
ai nostri salari e alle nostre condizioni di vita, 
di ancora piu' sfratti, di sempre piu' controllo 
e repressione (grazie anche alla legge Craxi 
sulle droghe), di ancora piu' eroina e dispe- 
razione, di sempre piu' razzismo ed esclu- 
sione. Mentre partiti e leghe varie si riem- 
piono la bocca di promesse preelettorali (ci 
credete ancora ?), noi rioccupiamo perche' la 
Sala SS. Filippo e Giacomo deve tornare ai 
giovani proletari, agli abitanti e alle realta' di 
base del quartiere e della citta', perche' solo 
con la lotta in prima persona e' possibile 



cambiare la nostra vita e la realta' che ci 
circonda. 

ASPETTIAMO TUTTI AL CENTRO SO- 
CIALE OCCUPATO ED AUTOGESTITO 
RIAPERTO IN VIA BATTAGLIE 61. POR- 
TATE SOLIDARIETÀ ANCHE MATERIALE. 
SOSTENETE L'OCCUPAZIONE PARTECI- 
PANDO ALLE INIZIATIVE: 

SABATO 28 MARZO ALLE 21 FESTA MU- 
SICALE E VIDEO 

DOMENICA 29 MARZO ALLE 17 ASSEM- 
BLEA APERTA A TUTTI SUL FUTURO 
DELLA SALA SS. FILIPPO E GIACOMO 
ALLE 21 CONCERTO RAP CON "TEQUILA 
BOOM BOMM POSSE" E "POLITICO'S 
POSSE" da Milano 

Gli occupanti del Centro sociale di via Batta- 
glie 


4 File : CO LLCASA.TXT 


SIAMO ALL'ENNESIMO GIRO DI VITE 

Stiamo vivendo, ormai all'ennesimo appun- 
tamento elettorale, una situazione comples- 
siva di dichiarata tendenza a destra, che si 
esplica in un processo di ristrutturazione re- 
azionaria in termini politici, economici e so- 
ciali. 

Esiste una chiara volontà', da parte del po- 
tere, di emarginare e contenere quelle forze 
scaturite dalle contraddizioni del disagio so- 
ciale: vedi la legge Russo Jervolino per la 
tossicodipendenza; la legge Martelli e il de- 
creto Boniver per il controllo dei flussi mi- 
gratori; la legge di regolamentazione dello 
sciopero. 

Nello stesso tempo, la manovra finanziaria 
del triennio '90/'92, approvata con la compli- 
cità' della sinistra parlamentare e nella piu' 
totale disinformazione dell'opinione pubblica, 
sancisce la privatizzazione degli enti pubblici 
economici e dei beni patrimoniali. 
Progressivamente vanno privatizzandosi, 
poste, monopolio di stato, università', fino a 
giungere alla vendita delle proprietà' immobi- 
liari IACP e del demanio. 


Ne consegue che lo stato entra nel sistema 
produttivo di mercato sulla stregua di una 
qualsiasi S.P.A. 

Si nasconde, dietro lo sbandieramento 
dell'efficenza e della qualità' totale, per 
l'unione economica europea, una chiara vo- 
lontà' di mantenere sempre piu' potere eco- 
nomico e politico, attraverso un maggior 
controllo e sfruttamento, che si traduce in 
una serie di aumenti: 

- dei prezzi sui beni di consumo, 

- dei ticKet e sanità' in generale, 

- degli affitti e vendite di alloggi ormai com- 
pletamente in mano alla mafia 

delle immobiliari, 

- dei licenziamenti di massa, 

- degli sfratti a tappeto, 

- della militarizzazione per mantenere at- 
traverso la repressione e il controllo lo stato 
di cose, 

Questa ristrutturazione la si vede anche sul 
territorio, attraverso lo stravolgimento di me- 
tropoli e citta'. Si allargano le funzioni dei 
centri urbani, si investono le zone periferiche 
e sub periferiche di funzioni direzionali, 
economiche e comunque appartenenti al 
terziario. 

Sempre piu' fabbriche chiudono, per spo- 
starsi in quei luoghi dove poter approfittare 
del minor costo della manodopera, lasciando 
la citta' ad una progressiva informatizza- 
zione, ai terziario avanzato: alla produzione 
immateriale. 

In questo modo il capitalismo deforma e 
controlla il tessuto sociale attraverso 
l'omologazione e la frammentazione degli 
squilibri e antagonismi che hanno da sempre 
caratterizzato le citta' industriali. 

E' necessario bloccare questo processo di 
ristrutturazione, attraverso l'unitarietà' della 
lotta in tutti i settori sociali: dalla fabbrica, ai 
quartieri, alle scuole, ai centri sociali. La' 
dove il potere divide e annienta, il movimento 
antagonista deve rispondere con tutte le sue 
forze, contro la privatizzazione, i licenzia- 
menti, gii sfratti e la repressione. 

- ORGANIZZIAMOCI IN COMITATI DI 
QUARTIERE CONTRO LA SPECU AZIONE 



EDILIZIA E LA SVENDITA DELLE CASE 
IACP. 

- LOTTIAMO CONTRO I LICENZIAMENTI 
NELLE FABBRICHE 

- RIPRENDIAMOCI GLI SPAZI PER AUTO- 
GESTIRE LA NOSTRA VITA 

COLLETTIVO CASA LEONCAVALLO 


5 File : KURDI.ZIP 


BREVE STORIA DEL PARAGRAFO 129a 
DEL CODICE PENALE TEDESCO. 

Questo paragrafo definisce "perseguibili, re- 
ati come "fondazione", "appartenenza", 
"appoggio" o "sostegno" di una 
"associazione terrorista". Il paragrafo 129a 
indica una serie di reati che presumibilmente 
sono azioni tipiche dei terroristi. Il “reato di 
associazione" e' usato, nell'arresto dei so- 
spetti, come strumento di isolamento ed e 1 un 
"paragrafo investigativo" che nell'inchiesta 
giudiziaria assegna al piu' alto ufficiale, Fe- 
derai Prosecutor, straordinari poteri. Nei pa- 
ragrafi 129 e129a, che devono essere presi 
in considerazione assieme, la possibilità' di 
condanna e fissata in anticipo rispetto alla 
preparazione dei reati criminali reali. Per 
perseguire legalmente, e' sufficiente dimo- 
strare I' "associazione di persone" che, e' 
vero, non hanno ancora commesso dei reati 
ma hanno "considerato di commettere futuri 
reati' 1 . 

LA STORIA DEL PARAGRAFO 1 29a 

Fu fin dal 1871 che il precursore dell'attuale 
p. 129a fu introdotto nella legislazione del 
Reich. Discussioni ed atti contro il monopolio 
del potere dello stato furono resi perseguibili. 
In primo luogo, la legge politico-penale era 
soprattutto diretta contro le classi medie, le 
"società 1 segrete", e le "società' studente- 
sche” che venivano perseguite come asso- 
ciazioni politiche. 

Nel 1878, il p.129 venne allargato con le 
"leggi Anti-Socialiste2 e la dominante classe 
media uso' quest'arma penale per punire 


ogni forma di incoraggiamento degli obiettivi 
socialisti. Sotto la pressione del crescente- 
movimento dei lavoratori, le "leggi Anti-So- 
cialiste" vennero abolite nel 1890, ma il p.129 
rimase. 

Esso non solo sopravisse al Reich del kaiser 
ma prese, pure, il suo posto nella legisla- 
zione della Repubblica di Weimar, quando i 
socialdemocratici, alleati ai conservatori, lo 
usarono contro i comunisti. Non solo le 
esplicite attività' del KDP (partito comunista) 
venivano criminalizzate ma anche 
l'assistenza ai prigionieri politici e alle loro 
famiglie organizzata dalla “Rote Hilfe" assi- 
stenza Rossa, che era stata costituita dai 
lavoratori. 

Nel periodo nazista, il p.129 ebbe minore 
significatoperche' i nazisti crearono la loro 
"legge" che consentiva loro di trattenere in 
"custodia preventiva" ebrei, zingari, omo- 
sessuali, anarchici, comunisti, socialdemo- 
cratici e liberali. 

Quando fu costituita la repubblica federale 
nel 1949, il p. 129 non esisteva, gli alleati lo 
avevano abolito insieme con tutte le disposi- 
zioni di sicurezza di stato naziste. Nel 1951 
fu adottato un nuovo atto di riforma della 
Legge Penale e il p.129 fu rintrodotto. La 
giustificazione: "pericoli che possono derivare 
dall'essere membri di un collettivo...". Per la 
prima volta, "il sostegno ad un'associazione 
criminale" veniva reso perseguibile. 

Negli anni 50 e 60 per coloro che avevano 
introdotto questo arsenale legale, divenne 
tutto chiaro. In seguito alla proibizione nel 
1956 del KPD, migliaia di comunistifurono 
perseguiti e giudicati colpevoli. Le indagini 
giudiziarie furono fatte su 1 20.000persone 
sospettate di comuniSmo e oppositori del 
riarmo tedesco, e altre 250.000 persone fu- 
rono indirettamente coinvolte. 

Nell'estate del 1976, il parlamento tedesco 
adotto' il p.129a, a complemento del p.129 
del codice penale, introducendo cosi' il ter- 
mine di "associazione terroristica". Questo 
porto' inoltre ad una svolta decisiva nel modo 
di procedere dello stato. i"terroristi" richie- 
dono un trattamento speciale ed una spe- 
ciale legislazione penale. Sulla base della 
necessita'di combattere il terrorismo, in pochi 
anni furono approvati 5 pacchetti legislativi 
comprendenti oltre 25 leggi ed emendamenti 
quasi tutti specificatamente relativi al p.129a. 
Non solo era aumentata la severità' delle 



condanne ma quel che piu' conta, l'intero 
corso della procedura era centralizzato e i 
regolamenti procedurali altamente alterati: 
-una difesa collettiva non e' piu' possi- 
bile(par:146, Codice di Procedura Penale). 
Stando al par: 148 del C.P.P. la corrispon- 
denza tra i prigionieri detenuti con il p:129a e 
i loro avvocati e' soggetta alla sorveglianza di 
un giudice. In aggiunta, furono introdotte 
pareti divisorie in vetro per le visite degliav- 
vocati difensori. 

-Il sospetto che una persona abbia com- 
messo un reato stando al p:129a e' di per se 
una ragione sufficiente per tenerlo in custo- 
dia. Questo ha avuto come conseguenza 
un'abbassamento considerevole della soglia 
di detenzione. 

-Specifici prigionieri, sotto ordine di una 
Corte regionale o federale, possono essere 
completamente isolati sia dal mondo esterno 
sia all'interno della prigione (legge di divieto 
di contatto). 

-Braccia ad alta sicurezza, condizioni spe- 
ciali di detenzione e reclusione per detenuti 
sospettati di terrorismo sono divenute pratica 
regolare. 

-Le intercettazioni telefoniche ed i controlli di 
identità' sono stati ampliati: le cosiddette 
operazioni DRAGNET (RETE A STRA- 
SCICO) in interi distretti cittadini (indagini 
della polizia che includono investigazioni 
anche di non-sospettati) e gli arresti provvi- 
sori sono autorizzati in proporzioni di gran 
lunga piu' ampia di prima. 

-La competenza primaria del Federai Pro- 
secutor e la competenza di prima istanza 
della piu' alta Corte Regionale sono staTE 
STABILITE. Questo consente al Federai 
Prosecutor di decidere in casi penali di que- 
sto tipo per i quali la corte dovrebbe essere 
responsabile per la detenzione pregiudiziale 
e per il processo 

Accanto a queste innovazioni procedurali, e' 
divenuto chiaro che l'estensione illimitata del 
concetto di "promotion'' trovato nel p.129a e' 
diventato il piu' pericoloso strumento di re- 
pressione dei crimini di opinione da parte del 
sistema giudiziario. 

Stando al FRANKFURTER RUNDSCHAU 
del 12 luglio '82, la grande maggioranza dei 
procedimenti basati sul p.129a non vanno 
mai oltre la fase investigativa. Dal 82 all'85, 
per esempio, il 94% delle inchieste giudizia- 
rie sono state lasciate cadere, spesso dopo 


diversi anni (nei crimini ordinari la percen- 
tuale dei casi e' del 43%). 

Un ulteriore caratteristica di questo paragrafo 
e' quello di essere un paragrafo tipicamente 
investigatico. Questo significa che il princi- 
pale interesse di questa disposizione non e' 
tanto di arrivare a delle condanne quanto il 
tentativo di indagare su "gruppi di PROTE- 
STA, per arginarli attraverso le attività' delle 
inchieste giudiziarie e per intimidirli con la 
minaccia di condanne penali. 
L'argomentazione deP'bisogno di un'effettiva 
lotta contro il terrorismo" fu usato alla fine del 
1986 per ottenere il pubblico appoggioad un 
nuovo pacchetto di leggi relative al p.129a. 
Fuori da tutti i nuovi regolamenti, solo i me- 
dia attirarono l'attenzione sulle nuove dispo- 
sizioni. Questi nuovi emendamenti alla legge 
ampliarono ulteriormente a partire dal 1° 
gennaio87, il catalogo dei reati per includere 
"nuove manifestazioni di terrorismo tipiche 
degli ultimi tempi": 

-pericolose intromissioni nel traffico ferrovia- 
rio navale ed aereo (comma 315 par.1). Tra 
le motivazioni date ci sono le azioni di sabo- 
taggio contro il traSPORTO di armi attra- 
verso la rimozione di traversine ferroviarie, 
bloccando ponti.... 

-violazione di imprese di pubblica uti- 
lità' (§31 6, par.1 ):"vedere segati i piloni 
dell'elettricità'" Il blocco di macchine e veicoli 
pubblici da parte dei lavoratori durante lo 
sciopero. 

-la distruzione di importanti materiali di la- 
voro (§315a). Attraverso questo emenda- 
mento, i danni alle proprietà' sono stati ag- 
giunti all'elenco dei crimini nel p.129a. 

IL PARAGRAFO 129a E L'ATTUALE PRO- 
CESSO Al CURDI 

Il processo basato sul p.129a dei CURDI in 
lotta nella germania, che sostengono la lotta 
di liberazione nel kurdistan rappresenta un 
ulteriore pietra miliare nell'applicazione di 
questo paragrafo. 

Diversi obiettivi sono stati raggiunti dalla sua 
applicazione contro i curdi: in seguito 
all'accusa di "associazione per terrorismo" il 
procedimento giudiziario può' essere accen- 
trato nelle mani dell'ufficio federale dei pro- 
cedimenti pubblici. In questo modo il governo 
federale ha la diretta influenza sul processo.. 
In base al 146GVG,il ministro federale di 
giustizia ha il diritto di sovrintendere e gui- 
dare il Federai Prosecutor; 146GVG obbliga 



il procedimento giudiziario a seguire le istru- 
zioni del Ministero di Giustizia. Le azioni le- 
gali contro i membri curdi del PKK possono 
quindi, in qualche occasione, essere inclusi 
tra le priorità' degli interessi di politica estera 
della Germania. 

In aggiunta, vi esiste una costante coopera- 
zione tra il Federai Prosecutor, il centro ser- 
vizio informazioni segrete federale, l'ufficio 
per la protezione della costituzione, il contro- 
servizio informazionimilitare e il Bureau in- 
vestigativo federale. Questo coordinamento’ 
regolato da norme emesse nel settembre del 
1970 che garantiscono uniformità' al lavoro 
effettuato da tutti i corpi coinvolti nella prote- 
zione dello stato. 

Questo e' il primo caso nel quale un movi- 
mento di liberazione e 1 stato perseguito nella 
Germania federale sulle basi del p.129a. Il 
Federai Prosecutor Relsmann sostiene che 
nel "presente caso tutto ciò 1 che e 1 implicato 
e' un procedimento giudiziario nei confronti di 
crimini in conformità' alle leggi del nostro 
stato". I crimini definiti nel p.129a comunque 
sono decisamente l'opposto di un crimine 
classico. 

CODICE PENALE DELLA REP. FEDERALE 
TEDESCA P.129a COSTITUZIONE DI AS- 
SOCIAZIONI TERRORISTICHE 

1 Qualsiasi associazione i cui fini o le cui at- 
tività' siano dirette a commettere: 

-omicidi premeditati o colposi o genicidi(211, 
212,220a), 

-crimini contro la liberta' personale nei casi 
riferentesi ai p.239a e 239b 
-crimini in base al 305a o crimini che met- 
tono in pericolo la sicurezza pubblica nei casi 
dal 306 al 308, 310b p.1, 31 lp.1, 311ap.1, 
312,315 p.1, 31 6b p.1, 316c p.1, 319 o 
chiunque partecipi a tali associazioni come 
membro sara' punito con una condanna alla 
prigione da uno a dieci anni 

2 Se il trasgressore appartiene al gruppo dei 
capi o degli istigatori la condanna non deve 
essere inferiore ai tre anni 

3 Chiunque sostenga o promuova 
un'associazione come descritta nel par:1 
sara punito con una sentenza da sei mesi a 
cinque anni. 

4 La corte può', a sua discrezione (49 par.2) 
ridurre la condanna in casi di persone coin- 
volte, come espresso nel par. 1 e 3 il cui re- 
ato e' minore o le cui attività' erano di se- 
condaria importanza. 


5 *129 par: 6 tratta di conseguenza 

6 Accanto alle condanne alla prigione di al- 
meno 6 mesi la corte può' togliere il diritto al 
trasgressore di tenere un pubblico impiego o 
di essere eletto nelle pubbliche elezioni. 

traduzione da Kurdistan reporter 


6 File : TO20326B.TXT 


Si è svolto oggi 26 marzo il funerale del 
compagno Carlo Pulcini al quale hanno par- 
tecipato una cinquantina di compagni. 

La morte di Carlo è l'ennesimo omicidio da 
carcere perpetrato nel silenzio e 
nell'indifferenza di tutti. Da ben due anni gli 
era stato riscontrato un tumore ai polmoni, 
ma nonostante la gravità e il progressivo 
peggioramento il Ministero di Grazia e Giu- 
stizia retto dagli illuminati "Socialisti" ha con- 
tinuato a tenerlo rinchiuso nel supercarcere 
di Cuneo facendogli mancare le necessarie 
cure mediche. 

Il primo e unico intervento chirurgico gli è 
stato praticato in ritardo, da detenuto, due 
anni dopo che era stato diagnosticato il 
cancro, quando la malattia di Carlo si trovava 
ormai in condizioni di irreversibilità tanto che 
lo aveva colpito con metastasi al colon. La 
concessione della scarcerazione, avvenuta 
nel dicembre scorso, quando ormai si sa- 
peva che gii rimanevano solo una 
manciata di giorni da vivere, dimostra meglio 
di qualsiasi commento la cinicità di chi è 
predisposto a vigilare e a garantire sulle 
condizioni di salute nelle carceri. 

Non possiamo che esprimere sdegno e rab- 
bia constatando che ancora una volta le ra- 
gioni di Stato e l'accanimento repressivo di 
questo sistema, e delle forze politiche che lo 
sostengono, ha cancellato la vita di un 
compagno. Come non ci consola ricordare 
che la stessa sorte colpisce ogni anno cen- 
tinaia di altri proletari privati della libertà e 
annientati nelle galere di questa nostra de- 
mocrazia. 

Carlo non poteva ostentare nome o gesta al- 
tisonanti, sempre appetibili per i mass-media 
e per i nostrani "garantisti". Perciò la sua 
tragedia si è consumata nel silenzio più to- 
tale. 



Proprio questo ci spinge a ricordare che 
anche loro sono complici di questo misfatto, 
mentre la responsabilità di questo ennesimo 
omicidio da carcere va fatta ricadere total- 
mente su Martelli, Amato e i vari “compagni" 
socialisti che nei fatti sostengono, unita- 
mente ai demoscistiani e ai reazionari più 
incalliti, i peggiori disegni di trasformazione 
autoritaria delle istituzioni di questo paese. 
In essi ha sicuramente un peso consistente 
una gestione più totalizzante e repressiva 
del sistema giuridico-penale e del carcere, 
che poi colpirà concretamente solo chi è 
coerente con le scelte fatte o gli strati più 
deboli e indifesi di questa società classista. 
Ma questa realtà così dura e infernale ci in- 
dica anche quanto discriminanti e contrari a 
una possibile ripresa di un punto di vista 
proletario e interno alla classe sono gli am- 
miccamenti rivolti proprio, guarda a caso ul- 
timamente, ai socialisti da Toni Negri e altri 
pari suoi. 

Ci rendiamo conto con rammarico che senza 
un effettiva mobilitazione di massa ci tro- 
veremo sempre più impotenti e incapaci a 
fronteggiare tante nefandezze e che per 
raggiungere questa ci vorrà ancora molto 
tempo e impegno. Sicuramente però un buon 
modo per avviarci su questa strada è inco- 
minciare a chiamare con il loro nome le 
nefandezze e indicarne almeno i resposabili 
e i loro ruffiani. 

i compagni dell'autonomia operaia di Torino. 

Torino 26.3.92 


7 File : TO20326A.TXT 


E morto martedì 24 marzo il compagno Pul- 
cini Carlo per un cancro ai polmoni. 

Cresciuto nel quartiere di San Lorenzo a 
Roma, ha partecipato ai percorsi di lotta 
degli anni 70 e '80 continuando poi la mili- 
tanza politica scegliendo percorsi di lotta ar- 
mata. 

E' stato arrestato in relazione all'inchiesta 
Ruffilli nel 1 988, condannato definitivamente 
a 15 anni di reclusione, ha trascorso I' ul- 
timo periodo di detenzione nel carcere di 
Cuneo fino al 13 dicembre '91 quando gli è 
stata concessa una sospensione pena di 6 


mesi perchè la malattia era giunta ad uno 
stadio terminale. 

Sottolineamo la coerenza politica con cui il 
compagno Carlo ha sempre sostenuto, da 
prima nei quartieri proletari, poi con la mili- 
tanza combattente ed infine nel periodo di 
carcerazione la lotta per una società comu- 
nista e senza classi con umanità e impegno, 
senza cedere e senza svendere il suo patri- 
monio rivoluzionario. 

Proletari e compagni vicini a Carlo. 

Torino 26.3.92 


8 File : CASE.TXT 


NON ANDARE A VOTARE VIENI A 

LOTTARE.... 

....LA CASA E' UN DIRITTO!! 

Il quadro dell’attacco che da anni viene por- 
tato al diritto alla casa e' ormai completo e 
generalizzato: anni e anni di sfratti e di ricatti, 
di politiche di incentivo all'acquisto forzato 
della casa, di mercato nero quasi legalizzato, 
gli aumenti, e poi la "privatizzazione" a 
grandi passi dell'edilizia pubblica, prima con 
l'introduzione dell"'equo canone", dei prezzi e 
delle regole del mercato privato, oggi col 
tentativo di vendere a prezzo speculativo le 
case dei lavoratori! 

Conosciamo tutti la situazione concreta nella 
nostra citta'; piu' di 10000 case sfitte, migliaia 
di famiglie e di persone in "lista d'attesa" 
nelle graduatorie, centinaia e centinaia di 
sfratti, mercato dell'affitto "ad uso foresteria" 
con prezzi che girano intorno al milione al 
mese... e di fronte a tutto questo, Comune e 
IACP si permettono ancora di tenere case 
vuote, di sgomberarle, addiritura di murarle!, 
se qualcuno giustamente pretende di usarle. 
L'hanno fatto un mese fa in via Magenta, 
sgomberando 2 giovani senza casa e mu- 
rando l'appartamento. Una vicenda, questa, 
che ha dell’incredibile: quell'alloggio e' chiuso 
da anni perche' la persona a cui e' stato as- 
segnato, a sua volta occupante, rifiuta di la- 
sciare l'appartamento in cui abita per andare 
nell'alloggio di via Magenta, vecchio e mal- 
sano. 



A sua volta questa persona e' stata sgom- 
berata dall'appartamento IACP in cui vive da 
7 anni per costringerla ad accettare l'alloggio 
di via Magenta. 

Hanno sgomberato anche in via Loredan e in 
via Polesine: anche qui un'occupazione di 
una famiglia che vive da anni in una casa 
inabitabile, piena di topi e scarafaggi, si e' 
conclusa con lo sfratto. 

In altri casi lo IACP continua da anni ad im- 
pedire gli allacciamenti di luce ed acqua alle 
case occupate, costringendo la gente a vi- 
vere senza i servizi igienici fondamentali. 

CONTRO QUESTA POLITICA DI NEGA- 
ZIONE DEL DIRITTO ALLA CASA NON 
POSSIAMO CHE CONTINUARE A LOT- 
TARE, A OCCUPARE LE CASE SFITTE, A 
DENUNCIARE LE RESPONSABILITÀ' 
DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE E 
DELLE FORZE POLITICHE CHE GESTI- 
SCONO QUESTA LOGICA DI SPECULA- 
ZIONE SUL BISOGNO FONDAMENTALE 
DELL'ABITAZIONE! 

SANATORIA IMMEDIATA DELLE CASE 
OCCUPATE! 

ALLACCIAMENTI DEI SERVIZI ESSENZIALI 
- LUCE - ACQUA - GAS! 

BLOCCO DI TUTTI GLI SFRATTI! 
ORGANIZZIAMOCI NEL COMITATO IN- 
QUILINI E NEL COORDINAMENTO CASE 
OCCUPATE PER RIAFFERMARE CON LA 
LOTTA IL DIRITTO ALLA CASA! 

COMITATO INQUILINI - via Bolzoni 18 PD 
COORDINAMENTO CASE OCCUPATE 


9 File : RM920326.ASC 


Roma, 26.3.92 

2. udienza processo naziskins. 

Si e' svolto il 25.3 la seconda udienza contro 
i naziskins accusati dell'accoltellamento dei 
due fratelli magrebini al colle Oppio il Gen- 
naio scorso. 

Anche questa volta la mobilitazione dei 
compagni dei centri sociali autogestiti, del 
coord. Senza Frontiere, di buona parte degli 
universitari (una piccola parte si e' dissociata 


accodandosi al comizio elettorale di Rifon- 
dazione comunista all'università', nonostante 
la concomitanza del processo ai 28 studenti 
arrestati nell'Aprile '91), ha portato nella 
grande aula Occorsio la battaglia antirazzista 
e antifascista, impedendo qualsiasi provoca- 
zione da parte degli amici dei fascistelli alla 
sbarra. 

Questo processo rappresenta per la citta' di 
Roma un enorme avvenimento, seguito da 
decine di televisioni - la RAI ha tre posta- 
zioni fisse in aula - ma finora non e' stato 
mandato in rete nazionale: preventiva cen- 
sura sulla lezione antifascista che viene da 
questo processo. 

Sono stati interrogati tutti gli imputati, i quali 
si sono naturalmente dimostrati da una parte 
reticenti, dall'altra si sono accusati l'un l'altro, 
dimostrando tutta la pochezza e la brutalità' 
della mentalità' balorda delle bande di stadio, 
in questo caso la curva nord della Lazio. 
L'udienza si e' conclusa alle 20.00. La corte, 
dopo aver ascoltato anche i due fratelli ma- 
grebini, ha deciso la scarcerazione dei na- 
ziskins “perche' non esistevano piu' problemi 
di inquinamento delle prove e per che' 
l'eventuale condanna per lesioni rientra nella 
condizionale". Si riprende Lunedi' 30 Marzo 
con la probabile sentenza. 

Per quella giornata il movimento antagonista 
ha chiamato a una ulteriore scadenza di 
lotta. 

Coordinamento Senza Frontiere 


10 File : RM920324. ASC 


MAI PIU' FASCISMO ! 

Nella notte di venerdì' 20 marzo, mentre dei 
compagni stavano coprendo delle scritte fa- 
sciste e razziste firmate meridiano zero, c'e' 
stato un infame e vile agguato fascista da 
parte di una ventina di bastardi armati di 
caschi e bastoni. 

Quattro compagni sono rimasti feriti, 2 sono 
ancora ricoverati. 

ADESSO BASTA 

Non permetteremo piu 1 a queste bande di 
nazipelati di andare in giro impunemente 
nella nostra citta', nei nostri quartieri, dato 



che Digos-Ps-Cc e gladiatori vari hanno fo- 
mentato e tutelato questi bastardi e che non 
proteggono assolutamente i cittadini, so- 
prattutto quelli stranieri, anzi sono i primi a 
picchiare ( vedi gii albanesi, per la pantanella 
e ogni giorno nelle strade ). 

In questo momento serve la massima vigi- 
lanza di tutti noi, cittadini sinceramente de- 
mocratici antifascisti e antirazzisti, rispon- 
dendo agli attacchi fascisti colpo su colpo 
con ogni mezzo necessario, per rispedire 
questi topi nelle loro fogne. 

NESSUNO SPAZIO MAI Al FASCISTI 

PER SABATO 28 MARZO ALLE ORE 10.30 
E' STATA INDETTA UNA MANIFESTA- 
ZIONE ANTIFASCISTA E ANTI RAZZISTA 
DAVANTI ALLA XII CIRCOSCRIZIONE 1° 
PONTE VIA I.SOLONE. 

INVITIAMO TUTTI I CITTADINI A PARTE- 
CIPARE.NEL POMERIGGIO DALLE 17.00 
ANCHE A SPINACETO IN LARGO CAN- 
NELLA SPETTACOLO TEATRALE DEI 
COMPAGNI UNIVERSITARI, VIDEO ETC. 

CENTRO SOCIALE OKKUPATO 
LAURENTINO 


11 File : PERQUI.TXT 


Nella mattinata di oggi, 26.3.1992, sono state 
effettuate dalla Digos di Verona tre perquisi- 
zioni nelle abitazioni di compagni del Collet- 
tivo Anarchico "La Pecora Nera" e la perqui- 
sizione del Centro Culturale di Documenta- 
zione Anarchica "La Pecora Nera" «poiché vi 
è fondato motivo di ritenere che siano dete- 
nute cose inerenti al reato per cui si pro- 
cedei cioè le azioni di sabotaggio contro 
alcune pelliccerie veronesi durante feb- 
braio/marzo 1992 e rivendicate dall'A.L.F. - 
Animai Liberation Front. 

Sono stati sequestrati una settantina fra vo- 
lantini, opuscoli, riviste e 8 bombolette di co- 
lore spray: sono questi i loro "fondati motivi", 
le loro "prove"? 

La maggior parte del "materiale cartaceo" 
riguarda temi animalisti come le torture e le 


atrocità della vivisezione, la crudeltà di feste 
e circhi con l'uso e l'uccisione di animali, le 
stragi di animali da pelliccia ed ogni forma di 
sfruttamento e di violenza sugli animali. 

E' forse un reato avere e pretendere rispetto 
per esseri viventi come noi che non si pos- 
sono nemmeno difendere, essere contro il 
loro sfruttamento, le torture, il loro assassi- 
nio? 

I modi "burocraticamente" affabili dei "tutori 
dell'ordine" non riescono a nascondere 
l'ingiustizia di fondo: con quale diritto ven- 
gono a rovistare nelle nostre case, fra le no- 
stre cose? Con quale diritto ci portano via 
materiale di informazione già pubblico, di- 
sponibile per tutti? 

Ancora una volta è la logica dell'autorità, 
dello stato, del guadagno che trionfa sulle 
istanze di giustizia, di libertà. 

Ribadiamo, contro ogni criminalizzazione, la 
nostra lotta contro lo sfruttamento di uomini 
ed animali, contro la vivisezione, contro 
l'uccisione di migliaia di animali per il piacere 
di ricche signore impellicciate che portano 
sulle spalle tutto il peso della loro vanità, 
della loro ipocrisia, della loro crudeltà. 

Chi è migliore: chi lotta per la vita ed il ri- 
spetto o chi ogni giorno provoca e perpetua 
morte e sofferenza? 

Ma la cosa non finisce qui: questo mandato 
di perquisizione è stata la ghiotta occasione 
per ispezionare al completo il centro e per 
rovistare tra tutto il nostro materiale; sono 
stati sequestrati anche volantini e riviste che 
nulla hanno a che fare con la lotta contro lo 
sfruttamento animale; perché? 

Crediamo che questo possa essere l'inizio di 
una repressione più forte nei confronti del 
nostro collettivo e della nostra lotta, piccola 
ma chiara e decisa, per una società di liberi 
ed uguali, contro ogni sfruttamento, ogni 
oppressione, ogni autorità, ogni potere, ogni 
padrone, ogni stato e, soprattutto in questo 
periodo, contro la farsa elettorale. 

Collettivo Anarchico LA PECORA NERA - 
Verona 



12 File : ASSCS.DOC 


assemblea a bologna dei centri sociali 

Domenica 22-3-92 si è tenuta a Bologna 
un'assemblea su "Ancora spazi di libertà", 
che ha visto la partecipazione di alcuni Centri 
Sociali del Nord- Italia. 

La discussione, oltre ai temi proposti dal 
documento di convocazione, ha cercato an- 
che di individuare la possibile evoluzione 
dell'esperienza dei C.S., che da soli non 
possono sopportare il peso di tutta l'iniziativa 
antagonista e rivoluzionaria. L'assemblea ha 
cercato quindi di individuare dei terreni co- 
muni di iniziativa e solidarietà per tutti i C.S., 
e quindi di allargare il più possibile i canali di 
comunicazione tra tutte le vesperienze in Ita- 
lia. 

I temi proposti alla discussione (di cui alle- 
ghiamo il documento di convocazione), sono 
il rapporto tra i C.S. e le aree dismesse, 
l'industria culturale, l'eroina e le tossicodi- 
pendenze con particolare riferimento alla fa- 
migerata legge Russo -Jervolino. 
Quest'ultimo sarà il tema in discussione nella 
prossima asssemblea che si terrà a Bologna 
il 12-4-92, con l'obiettivo di avviare una 
campagna contro la legge Russo -Jervolino 
e di riprendere le fila del dibattito tra i com- 
pagni, interrotto all'indomani 

dell'approvazione della legge stessa. 

Nel merito verrà diffuso nei prossimi giorni un 
documento particolare di convocazione 
dell'assemblea. 

Tutte le situazioni e i Centri Sociali sono in- 
vitati a dare la loro adesione e a spedire il 
materiale autoprodotto e non via rete ECN ai 
polo di Bologna o via fax al 051 -6340692 rif 
Sergio o Rosella. 

Centro di comunicazione Antagonista - BO 

Studenti Utenti del 36 - Bo 

C.S. PEDRO - Padova 

C.S. Ex Emerson - Firenze 

C.S. Leoncavallo - Milano 

C.S. Morion - Venezia 

C.S. Rivolta - Marghera 

C.S. Murazzi - Torino 


Centro di Documentazione Antagonista - 
Modena 

Centro di Comunicazione Antagonista - 
Parma 


Una delle ipotesi che dà sostegno, anche 
giuridico, al teorema del sistematico annien- 
tamento delle esperienze dei centri sociali 
occupati a Bologna, è quella che presume la 
loro inutilità sociale. Si tratta quindi di un 
giudizio assolutamente politico, che va molto 
oltre quello della cosiddetta illegalità dell'atto 
fisico dell'occupazione. D’altronde è chiaro: il 
potere deve negare legittimità sociale, cul- 
turale e politica al fenomeno per giustificare il 
proprio intervento repressivo. 

Diventa allora importante evidenziare in quali 
snodi sociali ed economici va asituarsi uno 
spazio occupato ed autogestito, nell'insieme 
delle esperienze e delle iniziative, pratiche e 
discorsive, che esso produce. 


CENTRI SOCIALI E AREE DISMESSE 
Piazza San Giuseppe 8, Via Sebastiano 
Serlio 28, Via Fioravanti, Via Zanardi, Via 
Capo di Lucca, ed infine Via Corticella 141. 
Sono appunto "aree dismesse", luoghi ab- 
bandonati dal capitale e lasciati marcire, che 
il movimento delle occupazioni ha rivitaliz- 
zato e reso agibili stravolgendone le funzioni 
di utilizzo originari, permettendo la circola- 
zione al loro interno di migliaia di individui 
delle piu' disparate fasce sociali in veste di 
abitanti, fruitori e promotori di eventi culturali, 
Happening, autoproduzioni e altro ancora. 

Sui progetti fantomatici di ristrutturazione che 
gravano su questi luoghi si continua a fare 
molta confusione, ma pochi esempi, visibili a 
tutti, basteranno a chiarire definitivamente 
anche quest'aspetto del problema. 

L'area dell'Arena del Sole, al cui interno ha 
vissuto per diversi anni l'occupazione 
dell'Isola Nel Kantiere, è soggetta da circa 
dieci anni ad una selvaggia operazione 
speculativa che ha visto finora lo spreco di 
oltre 27 miliardi di danaro pubblico finiti in un 
gigantesco buco nero senza avere mai pro- 
dotto alcunché. A sei mesi dalla vergognosa 
querelle estiva messa in piedi 
daH'amministrazione locale, culminata con lo 
sgombero dell'lnk per l'ennesimo 



"improrogabile inizio dei lavori”, tutto ancora 
tace... 

Pur essendo forse il caso più clamoroso, 
data la sua collocazione in pieno centro della 
"vetrina” bolognese di Via Indipendenza, non 
è certamente l'unico. 

L'area di Via Sebastiano Serlio 28, dove 
ebbe sede l'occupazione della Fabbrika, 
venne sgomberata e rasa al suolo dalle ru- 
spe per dare il via ad un progetto di ristrut- 
turazione compreso in quello più ampio del 
rinnovamento del Polo Fieristico. Trascorsi 
oltre 14 mesi da quella data, non si è ancora 
nemmeno proceduto alla rimozione delle 
macerie. 

Uguale sorte è toccata agli altri luoghi: so- 
lerstemente distrutti o “murati" e poi nuova- 
mente dimenticati. 

In ogni centro urbano, in ogni periferia me- 
tropolitana esistono centinania di luoghi si- 
mili: appartamenti, magazzini, fabbriche, 
capannoni dismessi in attesa del compi- 
mento del loro ciclo speculativo; attesa che a 
volte può durare decenni. 

La "ricchezza" perversa di questi luoghi 
coincide in ogni città, con la segregazione di 
decine di migliaia di individui aflitti da una 
cronica carenza di spazi sociali ed abitativi; 
in questo senso l'atto dell'occupazione è un 
atto materiale di liberazione individuale e 
collettiva; segnale che invita ad una gioiosa 
evasione di massa dalle moderne città-car- 
cere. 

CENTRI SOCIALI E INDUSTRIA CULTU- 
RALE L'intero impianto dell'industria cultu- 
rale, davvero impressionante per fatturato e 
funzione sociale, affonda le proprie tentaco- 
lari radici nel vastissimo territorio della 
"commercializzazione" del tempo libero. Si 
tratta di una questione complessa, dalle 
molteplici articolazioni per cui sarà possibile 
solo toccare un paio di punti ed illustrare 
brevemente le zone di intersezione dove 
centri sociali autogestiti e industria culturale 
convergono in maniera assolutamente con- 
flittuale. 

Il più evidente contrasto si sviluppa sul ter- 
reno del “mercato": i centri sociali hanno 
prodotto e producono un considerevole nu- 
mero di eventi culturali, tutti gratuiti o a prezzi 
ridicoli se confrontati con quelli del mercato 
ufficiale. Per essere più precisi, nei centri 
sociali si "impone" un prezzo minimo soltanto 


in occasione dei concerti, per recuperare i 
costi organizzativi; il resto - mostre, spetta- 
coli e performances teatrali, proiezioni video 
e cinematografiche... - è gratuito. 

Tutto ciò è permesso dallo scopo non lucra- 
tivo dei soggetti che promuovono tali inizia- 
tive e dalla sana attitudine di rendere questi 
luoghi vere e proprie "zone franche da do- 
gane" di ogni genere. 

Inoltre la linea che separa chi produce e chi 
“consuma", chi gestisce e chi fruisce, nei 
centri sociali e' UNA FRONTIERA MOBILE, 
tutti iruoli si decidono sul campo, possono 
essere spostati, rimessi in discussione, 
possono circolare. 

E' il contrario della rigidità' delle fabbriche 
deH'intrattenimento. Queste, anche quando 
sono gestite da una coop, rossa o giovanile 
poco importa, scremano un'elite che co- 
manda per statuto (magari col paternalismo 
bonario e pacioccone tipico di questa citta'), 
e sopesso impieganbo lavoro nero, sotto- 
pagato, senza garanzie, e servizi d'ordine 
poco simpatici verso chi cerca di mettere in 
discussione non importa cosa. 


CENTRI SOCIALI ED EROINA. 

L'espansione massiccia e diffusa del mer- 
cato dell'eroina e delle altre droghe pesanti 
ha preso inizio , in Italia, alla fine degli anni 
70, con la distruzione delle forme di socialità' 
alternativa, il rifugio nel "privato", la neces- 
sita' da parte del potere di vincolare gli strati 
emarginali ad un rapporto coatto. 

L'eroina è, a questo fine, la merce ideale: 
supporta il mercato nero, subordinando una 
miriade di piccoli spacciatori alle regole sta- 
bilite dai grandi traffici illegali; prende il co- 
mando del tempo e dei bisogni dei consu- 
matori. 

Tra i centri sociali e il mercato dell'ero è 
sempre stata guerra, sino alle forme 
estreme, come nel caso dell'uccisione di 
Fausto e laio del Centro Leoncavallo 
(Milano, 1978) da parte di sicari legati al 
grande spaccio. 

Ancora oggi DOVE APRIAMO SPAZI AU- 
TOGESTITI DIMINUISCE LO SPAZIO PER 
GLI SPACCIATORI; non solo nei centri 
stessi, ma nelle strade, nei quartieri, nei 
rapporti quotidiani diffusi nel territorio che la 



vita di un centro sociale riesce ad intaccare e 
trasformare. 

Con la legge Russo lervolino-Vassalli le 
forze di governo sono intervenute pesante- 
mente nella questione "droga" proponendo 
una soluzione tutta muscoli e apparentente 
senza cervello. In una linea di sostanziale 
continuità' con la cultura e la pratica 
dell'emergenza tale legge rimuove comple- 
tamente le cause delia diffusione dell'eroina 
e si limita alla criminalizzazione dei tossico- 
dipendenti. La legge lervolino-Vassalli si ri- 
solve sulla proposta di abrogazione dei prin- 
cipi che informavano la legge 685 del 1975: 
nata dalla spinta innovativa dei movimenti 
che esprimevano un bisogno di cambia- 
mento e nuove prospettive sociali, in parti- 
colare il riconoscimento della non punibilità' 
di chi detiene "modiche quantità'" ad uso 
personale (art. 80), la legge 685 costituiva da 
un lato l'ammissione da parte dello stato che 
in Italia esistono i consumatori di droga; 
dall'altro lato l'ammissione che i tossicodi- 
pendenti sono persone di cui deve farsi ca- 
rico il servizio sanitario e non criminali da re- 
dimere. 

Invece la legge lervolino-Vassalli elimina del 
tutto il principio della "modica quantità'" ad 
uso personale, elimina la distinzione tra 
droghe pesanti e leggere, criminalizza 
l'esistenza del tossicodipendente, spostan- 
dolo dall'arcipelago del consumo a quello 
della "rieducazione", con l'opzione duale tra 
carcere e "comunità"'. 

Questa legge ha incrementato il potere dei 
grandi gruppi illegali, normalmente intrecciati 
con banche “pulite" e pezzi del sistema dei 
partiti; ha accresciuto il potere di ricatto delle 
forze dell'ordine; ha dato denaro e potere a 
uomini come Muccioli; ha portato ad una 
crescita esponenziale della popolazione dei 
tossicodipendenti in carcere. 

ASSEMBLEA NAZIONALE 22 MARZO 1992 
APPUNTAMENTO ORE 10 VIA AVESELLA 
5/B BOLOGNA 

CENTRO DI COMUNICAZIONE ANTAGO- 
NISTA 


13 File : FI20326C.TXT 


ANCHE NELLA "PACIFICA" HELVETIA IL 
RAZZISMO NEONAZISTA RIPRENDE 
PIEDE. 

Bienne, nostra corrispondenza. 

Ancora un attentato contro gli immigrati: do- 
menica scorsa e' stato bruciato un apparta- 
mento ed un giovane pakistano ha perso la 
vita. 

Contro quest'atto infame e razzista si e' te- 
nuta una manifestazione di piazza che ha 
condannato la minimizzazione di questi epi- 
sodi da parte delle autorità' cantonali, politi- 
che e giudiziarie, il muro di silenzio e di og- 
gettiva complicità' che viene innalzato intorno 
al risorgere dei razzismo e della xenofobia. 

Gli attacchi e gli attentati contro gli stranieri, 
gli emarginati ed i militanti sono la conse- 
guenza di una politica istituzionalizzata del 
disprezzo e dell'intolleranza, politica voluta 
da uno stato che ha sviluppato un raffinatis- 
simo sistema di discriminazioni a esclusivo 
favore dell'economia, spostando gli esseri 
umani come pedine, privandoli di ogni diritto. 

Il potere divide la società' in cittadini di 1 A , 2" 
e 3" classe a secondo della loro utilizzabilità 
economica: gli "inutilizzabili" vengono im- 
placabilmente scartati. 

Nel quadro della lotta contro questa politica 
antisociale e repressiva si terra' a Berna, il 
28 marzo, una manifestazione nazionale 
contro la politica federale sulla droga che, 
dopo la chiusura del Platzspitz di Zurigo e 
quella imminente del Kocherpark di Berna, si 
incammina in una strada di pura repressione. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGO- 
NISTA 


14 File : FI20326B.TXT 


PISA, 26/3/92 

22 + 78 DENUNCE PER LA PANTERA, 
PROCESSO IL 10 DI GIUGNO 


Sono state notificate ieri le denunce per due 
episodi svoltisi durante il periodo della pan- 
tera a Pisa. 22 denunce sono per blocco 



stradale e si riferiscono alla contestazione 
davanti al palacongressi in occasione della 
visita di Andreotti, episodio salito agli onori 
delle cronache nazionali per le cariche a 
freddo operate dalla polizia e filmate da al- 
cuni studenti ( trasmesse anche a Samar- 
canda). Il secondo episodio ( 78 denunce per 
blocco stradale, occupazione e resitenza) e' 
invece riferito all'occupazione del Nettuno, 
ex casa delio studente, vuota da anni, oc- 
cupata il 15 marzo, in occasione di una 
giornata di mobilitazione nazionale della 
pantera. 

Il Nettuno ( contrariamente a quanto sban- 
dierato da politicanti vari e dal responsabile 
del Diritto allo Studio D'Anngelo, PDS) e' 
ancora vuoto e inutilizzato, nessun lavoro di 
recupero e' mai stato avviato e c'e' chi dalle 
colonne della stampa cittadina invita esplici- 
tamente a trasformarlo in albergo nonostante 
sia proprietà' pubblica invendibile (tutela 
delle belle Arti). Intanto a Pisa si progetta la 
chiusura di altre case dello studente. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


15 File : FI20326A.TXT 


FIRENZE, 26/3/92 

AREE INDUSTRIALI DISMESSE, RINVIO A 
GIUDIZIO PER L'AFFARE SUPERPILA 

Il sostituto procuratore della repubblica 
Gianni Crini ha rinviato a giudizio il 
vice\sindaco Gianni Conti, l'ex assessore alla 
Casa e all'edilizia privata Fabrizio Badaloni 
insieme ad altre dieci persone. Sono tutti 
accusati di abuso di ufficio e falso in atto 
pubblico. 

Un bocconcino, quello della Superpila, ap- 
pettitoso per molti. 

Grosse multinazionali, immobiliari, che con il 
loro esercito di faccendieri, massoni, archi- 
tetti erano riusciti con estrema facilita' a farsi 
concerdere licenze e concessioni urbanisti- 
che. 

E intanto miliardi su miliardi venivano spesi o 
risultavano nei bilanci. Ad oggi l'area della 
Superpila risulta ancora abbandonata e la 
destinazione e' sotto inchiesta. 


Probabile fine per le stesse aree industriali 
dove sono ubicati i centri sociali Emerson, 
Firenze-Sud, e BuBu7, speculare e mai la- 
sciare enormi contenitori vuoti ai bisogni di 
giovani, anziani, abitanti, extracomunitari, 
disabili. La legge che impera a Firenze e' 
quella degli speculatori, delle immobiliari, 
delle logge massoniche. 

MA TRA LOTTI E METRI QUADRI AVANZA 
LA RICHIESTA Di SPAZI SOCIALI E SPAZI 
ABITATIVI. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


16 File : FI20325B.TXT 


FIRENZE, 25/3/92 

RINVIATO IL PROCESSO AGLI EX- 
OCCUPANTI DEL C.S.A. L'INDIANO 

E'stato rinviato al 1 6 dicembre il processo ai 
giovani del CSA L'INDIANO; il processo a 
loro carico doveva essere celebrato questa 
mattina per i reati di: interruzione di pubblico 
servizio e danneggiamento. Ricordiamo che 
dopo lo sgombero dell'Indiano i giovani 
hanno dato vita ad altre tre occupazioni 
(Jungla), sempre sgomberate, negando loro 
ogni altro spazio, benché' piu' volte pro- 
messo dal vicesindaco Gianni Conti. 

IL DIRITTO ALL'AUTOGESTIONE NON E' 
ROBA DA AULE DEI TRIBUNALI. 

CENTRO DI CONTROINFORMAZIONE LA 
JUNG LA 


17 File : FI20325A.TXT 


RICHIESTA DI SOSPENSIONE DEGLI 
SFRATTI DALL' ASSESSORATO REGIO- 
NALE ALLA CASA 

Mercoledì' 18 marzo, presso il Consiglio Re- 
gionale toscano si e' tenuto un fruttuoso in- 
contro tra il Movimento di Lotta per la Casa, 
l'assessore regionale alla casa Giacomino 
Granchi, e Orietta Lunghi, consigliere re- 



gionale del gruppo di Rifondazione Comuni- 
sta. 

L'assessore regionale si e' dichiarato dispo- 
sto a chiedere formalmente alle persone del 
prefetto, del sindaco e del questore, di so- 
spendere temporaneamente l'esecuzione 
forzata di sfratti in situazioni di occupazione 
abusiva; altresi' si e' impegnato a valutare 
eventuali provvedimenti legislativi “non di- 
scriminatori nei confronti di coloro che hanno 
occupato in stato di necessita'", come si 
legge nel documento inviato agli organi isti- 
tuzionali preposti. Infine, viene ritenuta es- 
senziale la via del dialogo tra le parti, per 
giungere ad una risoluzione del problema- 
casa in Toscana ed in modo particolare a 
Firenze. 


18 File : FI20324A.TXT 


FIRENZE, 24/3/92 

INIZIANO GLI INCIDENTI 

ALL'AREOPORTO DI PERETOLA 

Un aereo e' andato a finire, ieri pomeriggio, 
nella strada che costeggia l'areoporto.l fau- 
tori dll'areoporto parlano di incidente dente 
causato da pioggia e vento, sta' di fatto che 
ieri non c'era una forte pioggia e che la 
presenza continua di vento e' uno dei motivi 
per cui gli abitanti della zona si stanno op- 
ponendo all'ampliamento dell'areoporto. 
Proprio in questi giorni, tra l'altro, scadono i 
termini entro i quali doveva essere presen- 
tata la valutazione di impatto ambientale. Di 
fato non c'e' stato nessun monitoraggio serio 
e i dati resi pubblici fino ad ora sono basati 
su ipotesi sperimentali . Il comitato che si 
batte contro l'ampliamento , intanto, ha in 
programma nei prossimi giorni una mostra 
itinerante per informare della pericolosita' 
dell'areoporto 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


19 File : FI20323C.TXT 


FIRENZE, 23/2/92 

PROTESTA DEI GIOVANI DEL CENTRO 
POPOLARE AUTOGESTITO 

Alcune decine di giovani del CPA hanno 
occupato questa mattina l'assessorato 
all'Annona per chiedere un immediato con- 
fronto con l'assessore Nani' (psdi) sul criterio 
con il quale si e' deciso di ubicare il marca- 
tino rionale degli ambulanti all'Interno del 
Centro Popolare Autogestito, decisione 
presa sulla testa sia degli occupanti quanto 
degli stessi ambulanti, i giovani occuperanno 
l'assessorato finche' l'assessore non li ri- 
ceverà'. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


20 File : FI20323B.TXT 


FIRENZE, 23/2/92 

PROCESSI, DOPO LE ELEZIONI SI RICO- 
MINCIA 

1 4 compagni, rei di aver difeso il diritto alla 
casa saranno processati (in giudizio preli- 
minare) il 7 di aprile. Gli imputati sono ac- 
cusati, sulla base del solito rapporto di polizia 
del reato di blocco stradale ed uno di resi- 
stenza aggravata a pubblico ufficiale e di 
istigazione alla disobbedienza. 

Quersti reati nascondono la verità' sui fatti 
avvenuti lo scorso 16 di aprile quando, alle 6 
del mattino, un ingente schieramento di poli- 
zia strinse d'assedio l'intero quartiere di 
Santa Croce per procedere allo sgombero di 
tre case occupate. La polizia agi' violente- 
mente, provocando diversi feriti. 

IL PROCESSO NON DEVE ESSERE RIN- 
CHIUSO NELLE AULE DEI TRIBUNALI, 
DEVE INVESTIRE TUTTA LA REALTA' 
SOCIALE !! 


AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 



21 


File : FI20323A.TXT 


FIRENZE, 23/3/92 

21 MARZO: LA PRIMAVERA IN PIAZZA 

E' cominciata con la manifestazione contro 
l'apartheid la festa di Primavera “SENZA 
FRONTIERE SENZA GALERE", circa un 
migliaio di persone e' scesa in piazza dando 
vita ad un colorato corteo che si e' snodato 
per tutto il centro storico, arrivando in piazza 
Santa Croce dove si sono susseguiti inter- 
venti, musica, perrformance teatrali. La ma- 
nifestazione si e' conclusa comvocando as- 
semblee nelle scuole medie superiori sul 
tema del razzismo ed iniziative 
nell'università' per discutere la questione del 
debito e della spoliazionedelle risorse oper- 
rata nei confronti del sud del mondo. Altre 
iniziative verranno intraprese per sancire il 
diritto alla assistenza sanitaria e tutti gli altri 
diritti sociali per gli immigrati extracomunitari. 

Nell'ambito della giornata di primavera, il 
pomeriggio verso le 1 6,30 si e' mosso il cor- 
teo a Casellina verso il carcere di Sollicciano. 
Circa 150 compagni hanno partecipato in 
questa giornata per ribadire con forza la loro 
avversità' a tutte le istituzioni totali; il corteo 
e' arrivato sotto il carcere, dentro il quale i 
detenuti hqanno risposto e salutato i com- 
pagni. 

La giornata, il primo giorno di primavera, era 
stata indetta contro gli squallidi avvenimenti 
che si sono protratti durante l'inverno: 
l'assenza del riscaldamento, i pestaggi delle 
squadrette, l'umidita' che versava all'interno 
delle celle. La manifestazione ha chiesto con 
forza la liberta' per i malati che versano in 
gravi condizioni di salute. 

Alla fine, rituale provocazione di "ignoti 
agenti" che riprendevano i compagni con le 
telecamere. Questa giornata segna l'inizio di 
una battaglia che vede la cultura della libe- 
razione scontrarsi contro quella repressiva 
della reclusione. 

LIBERARE TUTTI, PER UNA SOCIETÀ' 
SENZA GALERE 

IL CENTRO DI COMUNICAZIONE ANTA- 
GONISTA DI FIRENZE 


22 File : KURDICQ2.DOC 


APPELLO ALLA STAMPA E ALL’OPINIONE 
PUBBLICA SUL GENOCIDIO A SIRNAK 

Da ieri notte sono interrotti tutti i contatti con 
la città di Sirnak, secondo informazioni locali 
non ci sono piu’ da ieri ne’ contatti telefo- 
nici, ne’ altri collegamenti con la citta’. Anche 
l'elettricità’ e' interrotta. 

Dalle citta' vicine, Cizre e Nusaydin, e' capi- 
bile che lo stato turco e il suo esercito stanno 
perpetrando un genocidio dalla notte di ieri. 
L'esercito tiene le case sotto attacco dal cielo 
e dalla terra con diversi armi carriarmati, armi 
da guerra, elicotteri da guerra che da questa 
mattina sono partiti da Dyabakir e bombar- 
dano la citta'. 

Il capo redattore del giornale NUSAYBIN ha 
comunicato telefonicamente che sono stati 
visti movimenti di truppe di artiglieria che 
erano state stazionate a Dyabakir e dintorni, 
verso Simak. 

Ci appelliamo all'opinione pubblica interna- 
zionale e a tutti i governi europei di non ta- 
cere e d'intervenire subito contro i brutali at- 
tacchi e massacri dello stato turco. I diritti le- 
gittimi nazionali del popolo curdo non pos- 
sono essere repressi nel sangue! 
kurdistan-komitee 23 marzo 92 


23 File : FIOUTHOP.TXT 


TUTTO CIO' CHE E' OMOLOGATO SULLA 
STRADA SI DISSOLVE out hop 

Firenze - sabato 4 aprile unonovenovedue - 

C.S.O. Ex Emerson (Via Bardazzi - FI nord - 

quartiere Novoli 

telef. 055-241881) 

ore 1 6 - Assemblea ideattiva 

PERCHE’ 

Media, stampa, TV, radio, etichette 
discografiche.... managers vari ... etc. sono 
stati e sono veleno per i movimenti antago- 
nisti e le culture underground. 

Il nostro piano e' di contrattaccare i media. 



Allo scopo di aprire un circuito di comunica- 
zione ed informazione parallelo al mercato 
ma autonomo ed autogestito. 

In modo da far conoscere, circolare, diffon- 
dere, radicare la cultura antagonista e liber- 
taria. 

Perche 1 sia nell'ordine del possibile fare 
questo percorso collettivamente e' fonda- 
mentale che rappers, bands underground, 
graffitisti, DJ, posse, cyber e i compagni delle 
cooperative di movimento (librerie, centri di 
documentazione, editrici, radio, etc) e tutte le 
compagne/i, fratelli e sorelle interessati 
convergano al C.S.O. Ex Emerson di Firenze 
(via Bardazzi -quartiere Novoli) sabato 4 
aprile non oltre le ore 1 6. 

Produzione in cooperazione di un disco con- 
tro tutti i razzismi Costituzione di un circuito 
culturale underground nella forma della 
cooperazione produttiva tendenzialmente 
separata. 

"Perche' ciò' che abbiamo e' solo quello che 
ci siamo presi e quello che ci siamo presi e' 
solo una piccola parte di ciò' che ci spetta" 
CASTRO X 

CAYENNOUTGESTITA - RADIO 

SHERWOOD 


24 File : VE250392.TXT 


SGOMBERATA UNA CASA OCCUPATA 

Oggi, 25 marzo, all'alba ingenti forze 
dell'ordine hanno sgomberato una casa a 
S.AIvise a Cannaregio occupata da sei set- 
timane da studenti e lavoratori senza casa. 
Entrati senza presentare alcun tipo di man- 
dato polizia, celere e agenti della DIGOS 
hanno portato i 5 compagni in questura de- 
nunciandoli per il reato di occupazione abu- 
siva e mettendo in atto pesanti provocazioni 
perquisendoli, schedandoli e fotografandoli. 

Tutta questa procedura repressiva ha sca- 
valcato gli accordi che erano stati preceden- 
temente presi con il Consiglio di Quartiere 
proprietario del locale. 


Questa è la logica con la quale il comune 
vuole risolvere il problema della casa! 

Queste intimidazioni non ci fermeranno! 

Ad ogni sgombero 10.100.1000 occupazioni! 

Coordinameto case occupate Ve 
C.S.A. Morion 

Comitato per il diritto alla casa 


25 File : ELEZION.TXT 


Messaggi RADIO/ATTIVI 
Sulla trasmissione speciale di Domenica 
22/3/1 992 sulle elezioni , condotta in diretta 
in ponte radio con RADIO COOPEFIATIVA , 
emittente autogestita di Montebelluna. 

La trasmissione ha avuto come obbiettivi 
principali quello di approfondire e analizzare 
con un dibattito a 360 gradi in diretta , le ra- 
gioni del voto , la sua collocazione all'interno 
della forma-stato attuale , e sopratutto i 
percorsi che portano il movimento antagoni- 
sta a proporre il boicottaggio elettorale. 

Il dibattito , difficile e un po' impacciato 
all’inizio , molto piu' snello e "ascoltarle" 
dopo alcune battute , ha toccato le varie 
problematiche , arricchite da molte telefonate 
di compagni e ascoltatori che , esprimendo 
posizioni diverse , hanno stimolato e 
"provocato" quella che in questo riuscito 
esperimento voleva essere una assemblea in 
diretta radio più che una trasmissione 
"classica". 

Provando a sintetizzare alcuni passaggi, 
nell'attesa di mettere in rete l'intera sbobina- 
tura ci sembra interessante fissare alcuni 
momenti di dibattito estremamente interes- 
santi . 

Queste elezioni , ormai nominate dal bom- 
bardamento mass-mediale continuo come 
quelle della Seconda Repubblica sanciranno 
sul piano formale ciò' che già' materialmente 
esiste da tempo. Ovvero , l'erosione continua 
dei salari , la cancellazione completa di 
qualsiasi parzialità' di "stato sociale", la ne- 
gazione di diritti fondamentali , patrimonio di 
stagioni di lotta di piu' movimenti , la milita- 
rizzazione dei territori, l'emergenza continua 



con relative “leggi speciali" divenute 
“normali", la politica di razzismo economico , 
sociale e culturale , come strumento di co- 
mando, gerarchizzazione e divisione di 
classe. 

Insomma , le forme del potere e del co- 
mando si sono già 1 da tempo modificate in 
senso "decisionista" , allineino delle ristrut- 
turazioni economiche, sociali e produttive di 
questi anni . 

E sopratutto, distruggendo progressivamente 
le espressioni di autonomia, indipendenza di 
classe , di potere che le lotte operaie e pro- 
letarie avevano conquistato negli anni '60 70. 
Lo “Stato Sociale", lo stesso "Statuto dei 
Lavoratori" non sono certo un"regalo bene- 
volo" del Capitale, bensi' il riflesso , per 
quanto immediato ed "istituzionale"delle ten- 
sioni .contraddizioni , lotte sociali che si sono 
sviluppate in Italia in una continuità' del tutto 
originale e peculiare. 

Proprio rispetto a questa "dissimetria" fra 
Costituzione Materiale e Formale , nasce 
una contraddizione che attraversa l'arco della 
"Sinistra piu' o meno istituzionale" , dal Ma- 
nifesto a Rifondazione Comunista. Nel gioco 
di specchi del cosiddetto sistema democra- 
tico, della democrazia rappresentativa, può' 
essere anche facile cadere nell'abbaglio che 
queste elezioni rappresentino l'ultima spiag- 
gia e che il voto , in una specie di moderna 
riedizione del Fronte della Sinistra sia 
l'ultimo, estremo baluardo contro il"pericolo di 
destra", la svolta autoritaria. 

Qui rinasce Io spirito della Tesa Internazio- 
nale, il tatticismo, il sistema di alleanze per 
salvare , in primo luogo, le garanzie parla- 
mentari. 

Ci sembra chiaro come questo asse di ra- 
gionamento sia intimamente contraddittorio, 
per una serie di questioni vecchie e nuove: 

1) perche' la "democrazia Formale", in ogni 
caso, serve ad occultare, nascondere, ma- 
scherare, le contraddizioni materiali e di 
classe, facendo apparire i cittadini come tutti 
uguali nell'espressione del voto, mentre spa- 
riscono le diseguaglianze sociali e le reali 
fonti del potere. 

2) perche' questa stessa "democrazia for- 
male" viene dal capitale stesso, in base alle 
sue esigenze di valorizzazione e sfrutta- 
mento all'interno della sussunzione reale e 
del nuovo ordine mondiale, svuotata, esau- 
torata anche della piu' piccola parvenza par- 


lamentare. Basti solo pensare al ruolo del 
Parlamento in tutte le democrazie occidentali 
ridotto ad un pallido fantasma del tutto inin- 
fluente. 

3) la logica conseguenza, e non da ora, e' il 
rafforzamento dell'esecutivo, il concetto di 
uomo forte (al sistema dei partiti si sostitui- 
sce il sistema degli uomini forti ), il decisio- 
nismo, come incapacita' di rapida decisione, 
ovvero di decisione in tempi reali da parte del 
comando rispetto ad una società' complessa, 
in continua trasformazione, in cui la stessa 
velocita' e mobilita' della comunicazione, 
mercato del lavoro, ecc. impongono un con- 
cetto di governabilità' molto piu' rapido ed ef- 
ficiente. 

D'altra parte, i programmi economici, sociali 
e politici delle "destre", moderate od estreme 
che siano (dalle leghe, al partito degli onesti, 
al cossighismo, alla Lega Nazionale di Scal- 
fari, al Patto Referendario di Segni, all'MSI, 
etc..), pur con sfumature diverse, hanno 
questi ingredienti di fondo: decisionismo, ef- 
ficientismo tecnocratico, smantellamento 
degli ultimi residui di stato sociale. 

Non solo in Italia, ma anche in Francia e 
Germania, i programmi della "destra sociale", 
"nuova destra", etc., non differiscono di molto 
dalla volontà' politica dei "governi democra- 
tici", anzi si alimentano e trovano respiro 
l'uno con l'altro. 

4) L'influenza parlamentare (il "cretinismo 
parlamentare" lo definirebbe Lenin) da parte 
di alcuni strati della sinistra magari in buona 
fede (cosa che certo non si può' dire per il 
PDS, visto che apertamente si presenta nelle 
liste trasversali con il PRI, partito della Con- 
findustria, ed Occhetto strizza sfrontata- 
mente l'occhiolino ai micidiali programmi 
della Confindustria rispetto ai salari ed alle 
spese sociali) si scontra anche con un argo- 
mento banale, e pur vero. Cos'e' cambiato in 
tutti questi anni con l'illusione del voto? La 
risposta, verificata anche durante la trasmis- 
sione di domenica, e': nulla, se non in peg- 
gio. 

Ma perche' questo? Il voto in realta' concede 
una "liberta"' di scelta tra opinioni diverse 
ma, e questo e' il punto, all'interno di una 
stessa dialettica di potere, di un sistema di 
mediazioni politiche totalizzante, che non 
può' altro che escludere, reprimere, distrug- 
gere tutto ciò’ che si muove fuori da questo 
sistema. 



5) Il problema vero e' la crisi della forma par- 
tito, e questo vale in generale e tanto piu' per 
la tradizione della sinistra di derivazione piu' 
o meno terz'internazionalista. Crisi dei mec- 
canismi di delega, di espropriazione, sostitu- 
zione nel ciclo della politica dei movimenti 
reali di lotta dalle pratiche del contropotere, 
dell'autorganizzazione, autonomia, indipen- 
denza di classe. Inutile ripetere i guasti sto- 
rici che questa maniera di intendere la poli- 
tica, come arte della mediazione e dei ******, 
come repressione violenta di tutto ciò' che si 
muove fuori dall'orbita di partito o alla sua 
sinistra, ha provocato per i movimenti rivolu- 
zionari del proletariato. 

6) Questo comporta una precisazione di chi 
siamo noi, della nostra identità', cosa signi- 
fica essere comunisti oggi, la stessa ricon- 
quista dal fronte dei problemi della carica 
utopica del comuniSmo, del diffondersi delle 
nuove pratiche quotidiane di lotta e di libera- 
zione, di una separatezza, indipendenza, 
autonomia della classe . 

L'astensionismo, di per se', non significa 
molto, e' un dato fisiologico normale della 
società' a capitalismo maturo. Il problema 
vero e' la costituzioni di percorsi sociali di 
lotta e liberazione, che faccia comunicare 
sogetti diversi, costruisca movimenti plurali, 
in cui lo svuotamento della forma stato e del 
sistema dei partiti sia davvero la costruzione 
quotidiana di nuove forme di rete organizza- 
zione e cooperazione sociale. 

Dunque: la lotta politica e di potere tra le va- 
rie corporazioni e lobbies statuali in queste 
elezioni non e' sicuramente tra la difesa della 
difesa parlamentare (per quanto imperfetta 
nelle versioni di sinistra ) da una parte, e 
trame oscure, poteri occulti, pericoli di golpe, 
dall 'altra. Bensi' e' una lotta per chi dovrà' 
gestire anche formalmente passaggi che si 
sono già' dati e costituiti materialmente. 

Le diversità' tra le varie ''farselo campo sono 
sfumature diverse all'interno di una stessa 
prospettiva strategica: certo c'e' chi vuole 
una forma di potere piu' diretta, esecutiva, 
efficiente; c'e' chi, come Andreotti vuole 
mantenere, magari un po' riverniciato, il 
vecchio sistema di mediazioni politiche, so- 
ciali, clientelari pernidel Potere Democri- 
stiano ...C'e' chi vuole un liberismo puro ed 
una totale "deregulation" e chi invece parla di 
capitalismo sociale di mercato. ..la sostanza 


non cambia: l'attacco e' rispetto ai salari, alla 
disciplina sul lavoro, al taglio di servizi, rein- 
troduzione delle gabbie salariali. ..insomma: il 
dispotismo del capitale. 

Tutti parlano contro il Sistema dei partiti, che 
costituisce l'ossatura dello Stato, e nello 
stesso tempo riproducono la stessa forma- 
partito.. .riproducono lo stesso sistema... 

La Sinistra, cadendo nel gioco speculare 
dell'emergenza, crea l'allusione e la mistifi- 
cazione che sia possibile cambiare nel qua- 
dro della legalità' democratica attraverso il 
voto, quando lo stesso sviluppo del capitale 
ha fatto saltare completamente le stesse 
categorie di legalità' e illegalita'... L'intreccio 
tra capitale legale e illegale, tra Stato legale 
e illegale e' ormai completamente strutturale 
di questa fase. 

Questi sono alcuni spunti di riflessione, molto 
in sintesi, ma che nella trasmissione di do- 
menica si sono articolati attraverso la ric- 
chezza di una vera e propria assemblea in 
diretta tramite radio, con numerose telefo- 
nate che hanno impegnato i compagni pre- 
senti a risposte pronte e puntuali. Una espe- 
rienza che serve moltissimo anche alla no- 
stra stessa soggettività' e come momento di 
identificazione. 

Una telefonata di un giovane padovanodi 
sedici anni, per esempio, poneva il problema 
di votare a sinistra proprio per fermare i ten- 
tativi antidemocratici di destra... La risposta 
dei compagni, oltre che rispetto ad una trac- 
cia teorica e di analisi, si e' incentrata sulla 
necessita' di sviluppare concretamente una 
pratica militante antifascista, di interdizione di 
fascisti vecchi e nuovinelle piazze. Una pra- 
tica quindi di azione diretta e autodifesa, che 
e' l'unica forma che i proletari da sempre 
conoscono contro i fascisti. 

Un'altra telefonata, di una compagna di Ri- 
fondazione, poneva un problema diverso: 
cioè' quello della rivendicazione del patrimo- 
nio comunista, proprio nel momento in cui il 
Capitale cerca di abolire la stessa parola 
ComuniSmo. 

Ed allora, si e' sviluppato un dibattito molto 
ricco, profondo su cosa significa oggi essere 
comunisti, il senso dell'utopia comunista, 
come insieme di pratiche di trasformazione, 
lotte, liberazione indipendenza di 
classe. ..Sulla forma-Partito e sul fallimento 
storico dei modelli terzo-internazionalisti. ..e 



delle ipotesi piu' o meno "socialiste", più o 
meno "reali", più o meno "riformiste". Un'altra 
telefonata "provocatoria" diceva che anche 
Mussolini, il capo del fascismo, era contro le 
elezioni.... Anche qui una risposta precisa, 
storica: fu proprio la democrazia borghese, 
parlamentare, ecc. che aprì la strada al fa- 
scismo che si presentò, eccome, alle ele- 
zioni, così come i nazional-socialisti in Ger- 
mania. Nazismo e Fascismo furono due 
modelli di dominio di classe che si sviluppa- 
rono proprio dal seno della "democrazia", per 
gravissimi errori proprio delle "sinistre", in 
Germania come in Italia, e su una INSUFFI- 
CIENTE organizzazione militante e di 
classe. 

Ancora: una bella telefonata di un compa- 
gno-ascoltatore di Treviso, ricca di precise 
citazioni storiche e di dati, che si chiudeva 
con un appello all'azione diretta. 

Oppure altri che mettevano in luce come il 
meccanismo elettorale non serva assoluta- 
mente a nulla dal punto di vista del cambia- 
mento, tanto le fonti del potere reale, politico 
ed economico, rimangono saldamente an- 
corate nelle solite mani. ..Altre telefonate del 
tipo "ma non votando si fa il gioco delle 
leghe". , ed ancora i compagni di Radio 
Sherwood da Montebelluna a dire che il pro- 
blema non e' il voto, e neppure un generico 
astensionismo bensì' le pratiche reali di lotta 
e di autoorganizazione. Oppure: "E 1 in atto 
un tentativo di destabilizare la democrazia * 
anche qui una riflessione su questa forma - 
stato, che ha bisogni dell' instabilita', dell' 
emergenza, della crisi permanente, proprio in 
funzione della sua stabilizzazione e della 
governabilità ... E' stato citato, rispetto 
all'illusione internazionalista, anche l'ormai 
storico esempio del Cile, di Allende, dove il 
fronte delle sinistre, pur avendo ottenuto la 
maggioranza parlamentare, fu spazzato via 
da un Golpe di Stato. 

Questo è un brevissimo spaccato di come si 
è svolta la trasmissione, di grande ricchezza 
ed attualità, e che dimostra la possibilità di 
utilizzazione della Radio per mettere in rete, 
in circolo, idee, intenzioni, analisi, proposte, 
ecc. della soggettività antagonista: una vera 
e propria assemblea via etere. 

Certo, molte altre sono le questioni che pos- 
siamo-dobbiamo sviluppare: come si inse- 
riscono queste elezioni nel quadro interna- 
zionale, la necessità da parte del capitale di 


definire le forme di comando e gli equilibri di 
potere all'interno del "nuovo ordine mon- 
diale", le contrddizioni epocali che attraver- 
sano l'economia mondo, la fine del riformi- 
smo, le lotte sociali all'Interno delle metropoli 
e le prime embnrionali forme della 
"sepsratezza" e della comunicazione sociale 
antagonista.... 

Riprenderemo sicuramente questo impor- 
tante esperimento. 

RADIO SHERWOOD DI PADOVA 


26 File : IMFOGNE.WS 


ABOLIAMO IL RAZZISMO 

CANCELLIAMO I NAZISKIN 
La notte di giovedì' 19 Marzo nel centro di 
Oneglia (nella zona del Mercato) sono state 
tracciate scritte contro gli extra-comunitari, 
firmate da svastiche e altri simboli del fami- 
gerato "movimento politico", sigla cui fanno 
riferimento i naziskins italiani. 

Questa ennesima provocazione, dopo 
l’irruzione notturna di un mese fa nel centro 
di documentazione "La Talpa e l'Orologio", 
firmata anch'essa con una svastica, e' la 
prova della presenza in questa citta' di 
qualche imbecille nella cui testa vuota rim- 
bombano gli echi degli orribili slogan nazisti. 
Questi idioti senza memoria e senza futuro, 
respirando I' aria ed il clima di questa Italia 
tutt'altro che solidale, delle cento LEGHE, 
delle picconate presidenziali, degli egoismi e 
dei particolarismi, hanno probabilmente ini- 
ziato a pensare che un posto al sole fosse 
disponibile anche per loro.i nuovi dementi 
nazisti. 

Lugubri fantasmi del passato sono tornati ad 
inquinare i quartieri e le menti. 

Lo spazio che certa stampa e certi media 
hanno concesso loro li ha forzati a ricompa- 
rire pubblicamenteje loro, puntuali, lo hanno 
fatto. Nell' unica maniera che conoscono, 
aggredendo i deboli di turno : hanno impa- 
rato dai naziskins tedeschi a prendersela con 
gli immigrati, gli stessi che oggi in Italia e in 
Europa vivono pesantissime condizioni di 
miseria ,di lavoro nero, di impossibilita' a re- 
perire abitazioni .assistenza, solidarietà'. 



Questi vigliacchi hanno l'ambizione di ritro- 
vare un proprio spazio ed una propria legitti- 
mazione nell'alimentare le e rafforzare le 
tendenze xenofobe e razziste presenti in 
questo paese, innescando l'ennesima atroce 
guerra tra poveri. 

Questi vermi che agiscono soltanto di notte 
insozzando delle loro parole d'ordine razziste 
i muri di Imperia si stanno nuovamente pre- 
parandole li lasceremo passare impuniti, ad 
iniziare la caccia all'ebreo, allo zin- 
garo, airimmigrato, all'omosessuale, al diverso 
di turno. 

Questo non deve mai piu' capitare, non per- 
metteremo che accada. 

MERCOLEDÌ' 25/3/1992 ore 18.00 
PRESIDIO DELLA ZONA MERCATO- 
PIAZZA S.GIOVANNI 

CANCELLIAMO LE SCRITTE RAZZISTE 
CANCELLIAMO I NAZISKIN 
COMBATTIAMO OGNI FORMA DI RAZZI- 
SMO 

COMUNIC/AZIONE 
Agenzia di Stampa Antagonista 


27 File : SE3G.TXT 


27-28-29 MARZO.PRESSO IL CENTRO 
SOCIALE DI SEREGNO, TRE GIORNI DI 
DIBATTITO, MOSTRE, PERFORMANCES 
SUL TEMA DELLA COMUNICAZIONE. 
VENERDÌ' 27: OPPOSIZIONI OT- 
TANTA/AMEN THX 

SABATO 28: COMUNICAZIONE ANTAGO- 
NISTA, ECN, VIRTUALITÀ, CYBERPARTY. 
DOMENICA 29: GRAFFITI, CYBERPUNK, 
DECODER.VIDEO, MUSICA, COLLEGA- 
MENTI, DIBATTITI, DRINKS E TUTTO CIO' 
CHE HA SCOSSO IL VILLAGGIO GLO- 
BALE. 

CENTRO SINTESI SOCIALE PIAZZA RI- 
SORGIMENTO 33 SEREGNO. 


28 File : BO20322.TXT 


Venerdì' 20 marzo la comunità' Pakistana di 
Bologna ha organizzato un'assemblea pub- 
blica per invitare cittadini, associazioni, enti, 
sindacati e altri cittadini extracomunitari a 
prendere posizione sulla situazione di de- 
grado in cui vive la comunità' pakistana nelle 
ex scuole Gozzadini di Via Rimesse, occu- 
pate nel dicembre 1990, mai ristrutturate dal 
Comune nonostante il riconoscimento 
dell'occupazione tramite la distribuzione di 
260 PASS agli occupanti. 

E' una storia di impegni mai mantenuti, di 
accordi truffaldini, di soluzioni posticce di 
stampo preelettorale, di ipocrisia della CGIL, 
che non ha mai fatto nulla per aiutare con- 
cretamente i Pakistani, che culmina oggi con 
un ricatto indecente: il Comune (Assessore 
alle Politiche Sociali Anna Fiorenza, PSI) of- 
fre la ristrutturazione delle scuole e la tra- 
sformazione in "Centro di prima accoglienza' 1 
in cambio dell'espulsione di almeno 100 degli 
attuali 220 abitanti, passo che costringe- 
rebbe la comunità' a dividersi al proprio in- 
terno, lasciando dei fratelli in mezzo alla 
strada. 

La risposta e' emersa neN'assemblea pub- 
blica: i Pakistani hanno risposto pikke 
all'Assessore, coadiuvati dai Marocchini di 
via Stalingrado, i quali hanno anch'essi de- 
nunciato le catastrofiche condizioni di vita nel 
proprio "centro di prima accoglienza" (basti 
pensare che c'e' una sola fontana dell'acqua 
per 250 persone). Se i Pakistani hanno 
messo alle corde l'Assessore Fiorenza, gli 
lataliani intervenuti non hanno saputo espri- 
mere altro che una solidarietà' a parole, a 
parte qualche rara eccezione. Si e' assistito a 
una ipocrita e penosa passerella che ha visto 
soprattutto ia Caritas e la CGIL esprimere 
falsità' riguardo al passato (secondo la CGIL 
la realizzazione dei centri di prima acco- 
glienza si deve "al nostro costante impegno" 
e non alle occupazioni di massa dell'autunno 
inverno 1990, con lotte e manifestazioni che 
videro la sola presenza solidale del Comitato 
senza frontiere) e vaghi impegni per quanto 
riguarda il futuro. Il Comitato senza frontiere 
ha espresso una solidarietà' incondizionata e 



ha proposto immediate iniziative di informa- 
zione e di lotta. L'Assessore Fiorenza e' stata 
costretta a rispondere del malfunzionamento 
del Comune da parte di una platea sempre 
piu' vociante, e dopo qualche tentativo di 
sottrarsi alle proprie responsabilità' ha dovuto 
ammettere la propria impotenza, non vo- 
lontà', incapacita' di affrontare l'emergenza 
immigrazione a Bologna, trincerandosi dietro 
una serie di “di piu' non si può' fare" "non e' 
colpa mia", “non abbiamo mezzi", senza 
neppure riuscire a spiegare perche' il Co- 
mune non e' riuscito ad allestire dei bagni o 
ad allacciare il riscaldamento, opere minime 
per le quali non servivano certo dei me- 
gainvestimenti. Peraltro la pressione e' stata 
tale per la Fiorenza, che all'uscita dalla as- 
semblea ha avuto un malore di natura ner- 
vosa ed e' stata soccorsa dai Pakistani 
(evidentemente certi politicanti non sanno 
neanche reggere il confronto coi cittadini). In 
sostanza non si e' risolto niente sul piano di 
soluzioni immediate e concrete. Resta 
l'elemento estremamente positivo della prima 
assemblea pubblica promossa a Bologna da 
una Comunità' straniera in assoluta autono- 
mia, e con una grossa capacita' di gestione 
politica. 

Il Comune di Bologna non riconosce 
l'emergenza abitativa in citta’, un'emergenza 
che peraltro coinvolge immigrati, studenti 
(anche la Biblioteca occupata del 36 e 1 in- 
tervenuta all'assemblea), giovani lavoratori 
eccetera; si continua ad alimentare 
l'immagine della citta' "modello e laboratorio 
del riformismo" passando sulla pelle degli 
strati deboli, strati deboli che sempre meno 
spazi e voce hanno (vedi ad es. il silenzio 
stampa dell'Unita' locale su tutta la vicenda). 


FACCIA.ZIP 

Esperimento 
di trasmissione 
di immagini 




ECN MILANO - Calendario iniziative 


***** * - * r ** - A* - *»A* - AA - A - * - *A - »À - AA - A - A - A ' VA* - AA - AAAÀAAAA - *A - AAAAAA - AA - *A*A*A* 


MARTEDÌ' 31 MARZO E MERCOLEDÌ' 1 APRILE 

UNIVERSITÀ' DI BOLOGNA 

ASSEMBLEA SULLA DESTRA 


A - AA - AAAAAAA - A - AA - AAAAA - AA - A - AA - AA - AAAAAAAAAA - AAAAAA - AAAAAAAAA - AAA - AAAAAA 


GIOVEDÌ' 2 APRILE 

GENOVA 

ASSEMBLEA SU GLADIO CON PRESENTAZIONE 
DELLA NUOVA EDIZIONE DE "LA NOTTE DEI GLADIATORI" 
PARTECIPANO SANDRO SCARSO E PRIMO MORONI 


AAAAAAAAAA - AA - AAAAAAAAAAAAA - AAAAAAAAAAAAAAAAA - AAA-AAAA - AA - A A-A AAAAA 


GIOVEDÌ' 2 APRILE 
C/O RADIO SHERWOOD - PADOVA 
ULTIMO INCONTRO CON FRANK DREAVER E LEW GURWITZ 


*^*A - A - AA*AAA*AAA ^ AA - AAA*AA*AAAAA - A * * A AA*A ^-* A -A- ÀAA A ** - A - A - AAAAAAAA 


GIOVEDÌ' 9 APRILE 

PADOVA 

INAUGURAZIONE DELLA NUOVA LIBRERIA CALUSCA 

******A****A r A*A*A*A-A*AAAA - A A AAAAAA - AA - AAAAAA -A-A-A AAAAA - AA - AAAAAAAA 


SABATO 1 1 APRILE 

C.S. LEONCAVALLO 

ASSEMBLEA REGIONALE SU NUOVA DESTRA 
DOPO ELEZIONI E PARCO LAMBRO '92 


• A - AA - A ’ A - AAA - A - A - A - A ArAAr AA - A - AAAA - A - A - A - AA - AAA - A - AA - A - A - A - A - A-A - A ’- AA - AA A- A - A - A - A - AAAA - AA - AAA» 


SABATO 11 APRILE 
C.S. LEONCAVALLO - CONCERTO 
SEVEN KEVINS (etnorock - Engl.) 

Ar A - AAA - A -A -A^A^ - A - A - AA - AAAAAAA - A^AAAAAA - A - AAAAAA - A ' A - AA - AAAA - A-A - AA ' AAAA - AA - AAAA 


DOMENICA 12 APRILE 
C.S. LEONCAVALLO - CONCERTO 
INSTIGATORS (GB) + SHUDDER TO THINK (USA) 

A - AAA - AA ' AAAAAA-A - A - AAA - AAAAAAAAAAAAAAAAAAA - AAAAAAAA - AAAAAAAAA -A- A - A - A - AA 


SABATO 18 APRILE 

C.S. LEONCAVALLO - CONCERTO 

RANDAGI (NA) 

AArAr A - A - AA - A - A - AA - AAAAAA - AAAAAAAA - AAAAAAAAAAAAAAAA - A - A - AA - AAAAA - A - A - A-AAAAAA 

• A - A-AAAAAA - A - AAAAAAAA - A - AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA - A - A - A ' A - AAAA - A - A - AA - AAAAAA 


ECN MILANO Modem 02 2840243 (2400 Baud MNP5) 
C.S. LEONCAVALLO Tel./Fax 02 26140287 
Via Leoncavallo, 22 - 20131 MILANO